"Tout ce qui ne peut pas être emmené est pris en photo"



È certo che quando gli stregatti non ci sono, i topi reazionari ballano la rumba a più non posso.
E cosi sia: riferisce ad inizio agosto Euronews che dopo “19 mesi di memoria, graffiti e testimonianze, la statua di place de la République, luogo di commemorazione degli attentati di gennaio e di novembre, sarà ripulita questi primi d’agosto” (tr. lib.).

Lindo e tiepido nuovamente sarà l’alto colosso di bronzo e pietra antica,
arcinoto baluardo di quella mitica piazza resa sempre più nuova dalla sempre-uguale gentrification,
Marianna che ancora impone le allegorie di quella justice qui n’adviendra pas, di quella liberté d’esser perquisito anche quando esci dal bagno, di quella fraternité che impone il s’entretuer, esausto simbolo di tutte le “Repubbliche di questo mondo” (che, con nessuna pace del bel Rimbaud, non potranno ancora passare).

Ultimo atto di quell’effacement della Nuit Debout sovvenzionato da un modaiolo arredo urbano (pubblicità verticali che impediscono i rassemblements, un nuovo skatepark proprio dove si dilungavano le assemblee senza metronomo), quella statua straparlante presto tutta smacchiata sarà lì ad avvertirci che un monumento non si sceglie né tanto meno si sconvolge, e che alcun simbolo può essere soggetto a revisione, perché un Omaggio alle Rivoluzioni Antiche deve restare un Omaggio alle Rivoluzioni Antiche.

Salutiamo dunque, ma speriamo per poco, la statua-podio che in questi 19 mesi fu il luogo d’elezione spontanea di lutti collettivi e di effimere sommosse, di guardie e ladri e d’incendi improvvisi, di violenta repressione e di forestiera solidarietà, di museruole indotte e di occhi sempre all’erta, di “regimenti e di coloni”, di striscioni antitetici e di romantiche blasfemie, di aperti interrogativi e sempreverdi rivendicazioni, di pianti e balli e di canti e d’amore, di turisti militanti e di cospiratori d’occasione, d’arrampicatori asociali e intrepidi funamboli,
e poi ancora mélange non consenziente di populismi e d’anarchismi, tana a cielo aperto di confidenze notturne e di insonnie militanti, di cori vecchi e nuovi e d’istinti felici.
Incuranti dei topastri, la ricorderemo così, irrequieta e riscritta dagli alti sottomarini, quando pure le pietre sporche si potevano mettere in discussione.

Come d’altrettanto vecchia tradizione, pare che le testimonianze, i graffiti ed i disegni eliminati dall’imminente operazione di pulizia di République saranno conservati ed esposti al Museo Carnavalet. “TUTTO CIO CHE NON PUò ESSERE PORTATO VIA SARà CATTURATO DA UNO SCATTO “.
Ma chi tira le fila della storia da esibire?


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Infinite March - Paris Sousmarin [first draft]